Il metodo Montessori

Scuola, i ragazzi si svegliano troppo presto: nuovo studioScuola, i ragazzi si svegliano troppo presto: nuovo studio

I principi su cui si basa il Metodo Montessori, scritti più di 100 anni fa, continuano
ad essere di grande attualità e di continua ispirazione per psicologi infantili e
pedagoghi.
Maria Montessori, nasce nel 1870 e nel 1909 pubblica un trattato che sarà una
rivoluzione negli anni di educazione autoritaria tipica dell’epoca e che continua a
fare proseliti: “Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione
infantile nelle Case dei Bambini”.
La parola d’ordine dell’educazione non è più imposizione o sterile trasferimento di
informazioni, ma diventa rispetto e libertà per le capacità intrinseche di ogni
bambino. La scuola in questo senso deve comprendere il valore ed il talento di
ciascuno evitando l’appiattimento e dando il giusto peso alla diversità ed alla
peculiarità.
Ogni fase della vita e della crescita del bambino deve essere discretamente guidata
dall’educatore che smette i panni dell’imposizione, per aiutare ad esternare la
spontaneità e le potenzialità del bambino, che istintivamente è in grado di
disciplinarsi.
Vediamo insieme alcuni punti cardine su cui si basa il metodo Montessori:
 I bambini sono viaggiatori di questa meravigliosa avventura chiamata vita e gli
adulti devono accompagnare le loro scoperte stimolando la loro curiosità.
 La natura ed i paesaggi devono essere sempre presenti nella crescita del
bambino che sviluppa così energie mentali e muscolari.
 Prendersi cura delle piante e degli animali educherà il bambino ad un forte
senso di responsabilità e il suo atto di amore sarà collegato al benessere
altrui.
 Non escludere il bambino dalle attività quotidiane poiché troppo piccolo: egli
amerà dimostrare il suo valore e saprà esprimere la meglio le sue capacità se
sentirà la nostra fiducia.
 Insegnare l’autonomia anche se all’inizio può costare fatica; sarà più utile
imparare a far da soli qualunque cosa e risulterà rafforzata la propria
autostima.
 Un buon educatore non interviene e corregge qualsiasi errore ma indirizza il
bambino a comprendere da sé dove può aver sbagliato e a mettere in campo
tutte le sue capacità per rimediare.
 I tempi del bambino devono essere rispettati e non bisogna mai forzarlo se
mostra cenni di stanchezza.

 Ogni bambino possiede delle qualità e dei talenti peculiari che devono essere
valorizzati e sviluppati.
 E’ estremamente importante che l’ambiente scolastico sia a misura di
bambino e stimoli le sue capacità: oltre ad essere accogliente deve essere in
grado di stimolare la sua creatività (oggetti da montare, incastri, ecc.)
 Abituarlo alla precisione: il bambino così attento ed abitudinario, amerà i
compiti esatti se viene insegnata loro la sequenza precisa e le conseguenze di
ogni gesto. I suoi movimenti diventeranno più armonici e consapevoli.
Il successo evergreen di questo metodo è dunque proprio il bambino al centro
dell’educazione e MAI il contrario!