La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un supermercato che aveva licenziato un lavoratore in quanto assentatosi per un periodo troppo lungo dal lavoro. Il lavoratore in questione è stato giustificato in quanto sottoposto per lungo tempo a vessazioni, sanzioni disciplinari, rimproveri che gli avrebbero provocato un disagio psicologico, per cui è stato reintegrato e ha ottenuto anche un risarcimento danni. Lo stress da lavoro è stato dimostrato che interessi in Europa circa un lavoratore su quattro arrivando a far perdere giornate di lavoro pari al 60%.
In particolare si è notato come questa particolare patologia interessi soprattutto i precari ; è stata definita come “sindrome da amarezza cronica”, una forma estrema di stress che colpisce chi si trova in condizioni di stato negativo da stress per un periodo di tempo abbastanza lungo.
Chi soffre di questa patologia spesso subisce anche mobbing e sviluppa una serie di fastidi che vanno dalla gastrite alla colite. Le donne, in particolar modo, sono risultate le più sensibili a subire mobbing rispetto agli uomini e la stragrande maggioranza appartiene ad una fascia di età compresa tra i 34 e i 45 anni. Essendo questo periodo collegato spesso alla nascita di un figlio, capita che si vedano costrette a chiedere riduzioni di orario di lavoro, permessi che al lungo andare comprometterebbero la loro attività lavorativa. I sintomi lamentati dalla maggior parte delle donne sono ansia, mal di testa, nausea, febbre fino a d arrivare a vere e proprie forme di depressione. I sintomi di ansia da lavoro non andrebbero mai sottovalutati ma affrontati, al contrario, attraverso l’aiuto di personale esperto.
Una novità in questo senso è rappresentata dai gruppi di auto-aiuto, una realtà già negli Stai Uniti che si sta diffondendo anche nel nostro paese. L’obiettivo che si prefiggono questi gruppi è quello di sostenersi, rompendo l’isolamento attraverso sedute di gruppo nelle quali ogni singolo soggetto può parlare dei propri problemi e può condividerli con gli altri cercando una via di uscita. Il fine ultimo è quello di stimolare e sviluppare un “apprendimento alla convivenza”.