Il contraccettivo di emergenza

Da qualche mese ormai è in vendita, dietro presentazione di ricetta medica, un nuovo farmaco chiamato d’emergenza: ulipristal. Di cosa si tratta? praticamente di una pillola che si pone il fine di riparare ad un “errore” che potrebbe dare luogo ad una gravidanza indesiderata. Viene comunemente chiamata “la pillola dei 5 giorni dopo”. In Italia si attende il via libero definitivo dell’AIFA (Agenzia italiana del farmaco).

L’ulipristal contiene un principio attivo capace di interferire con i meccanismi dell’ovulazione inibendo l’innescarsi di una gravidanza indesiderata. Per poter accedere all’utilizzo di questa pillola è però necessario che la donna si sia sottoposta ad un test di gravidanza che dovrà essere assolutamente negativo in quanto, se la fecondazione fosse già avvenuta, la pillola sarebbe non solo inefficace ma potrebbe anche essere dannosa per il feto.
Già in commercio esiste un farmaco simile, il levonorgestrel, che si fonda sullo stesso meccanismo di azione con una efficacia meno duratura nel tempo rispetto a quest’ultimo prodotto.
Il contraccettivo di emergenza
La raccomandazione degli esperti è di assumere questo farmaco appena si ha il dubbio di correre qualche rischio senza aspettare i 5 giorni raccomandati.
Il passare delle ore infatti aumenta la possibilità che l’ovocita e lo spermatozoo si incontrino, dando vita alla fecondazione.

C’è da sottolineare che l’ulipristal non è un farmaco abortivo e quindi non determina una interruzione di gravidanza al contrario, per esempio, della RU486, che ostruisce i vasi sanguigni impedendo l’apporto di sangue e nutrimento all’embrione e causandone la morte.

Al di là delle personalissime considerazioni che ognuno di noi può fare, rimane sempre valida la raccomandazione degli esperti che la prevenzione sia l’arma migliore anche quando si tratta di prevenire una gravidanza che, se non desiderata, può causare più problemi che gioie.

Fare informazione, specie tra i giovani, che sono la categoria più a rischio è doveroso sia da parte delle famiglie che attraverso il dialogo dovrebebro affiancare gli adolescenti nella delicata fase del loro sviluppo sessuale, sia da parte delle scuole che dovrebbero prevedere delle ore settimanali nelle queli affrontare queste tematiche.

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