Giocare fa bene: effetti terapeutici dell’intrattenimento ludico

Opinione comune è che il gioco, qualsiasi gioco che presupponga un guadagno o, nella maggior parte dei casi, un dispendio di soldi o di tempo sia un’attività assolutamente negativa. Lo stesso vale per il tempo perso con i video giochi spesso svolti in ambienti dove circola cibo spazzatura, patatine fritte, hamburger, birra e quant’altro. Come sempre i lati della medaglia sono sempre due e contro chi ha sempre sostenuto questa tesi ce ne sono altri che dichiarano che il gioco, anche quello on-line possa avere dei risvolti positivi anche e soprattutto in termini di salute.

Alcuni psicologi hanno condotto degli studi poi pubblicati su Psychology Today con i quali hanno cercato di dimostrare che utilizzare i videogiochi possa aiutare ad utilizzare meglio le risorse mentali che ognuno di noi possiede. Uno studioso in particolare, Paul Gee, ha scritto un libro in cui spiega come i videogiochi possano essere utilizzati anche a scopo didattico. Un videogioco, se ben congegnato, potrebbe essere il mezzo per motivare gli studenti a primeggiare; lo sfidarsi con i compagni favorirebbe una sana competizione. I videogiochi fanno ormai parte della nostra società, è inutile negarlo, e si stima che un ragazzo di 21 anni abbia già passato 10.000 ore in questa attività. Siti come gioco.it, flashgames.it, https://www.casino.com/it/, giocoinflash.it sono un punto di riferimento per gli appassionati.

C’è da considerare che non tutti i giochi sono positivi e non tutti si adattano ad ognuno di noi per cui la supervisione da parte degli adulti rimane un obbligo. I videogiochi, quando ben utilizzati, possono essere rilassanti al pari di un buon libro. Non sono poche le casalinghe che tra un’attività domestica e l’altra o al termine delle loro faccende si rilassano con uno di essi.

Molti sono gli studi che hanno considerato le potenzialità del gioco anche in età adulta.

LA MEMORIA: i giochi on-line possono migliorare la nostra memoria. Pensiamo ad esempio al gioco del bingo che terrebbe costantemente allenato il nostro cervello costringendo a ricordare numeri e sequenze.
In particolare si rivelerebbe utile a coloro che sono un po’ più avanti con l’età scongiurando o rallentando l’insorgenza di Alzheimer. Il gioco, in questo modo, migliorerebbe la capacità di concentrazione costringendo a non perdere l’attenzione dai numeri. Un anziano quindi che gioca a bingo tutti i giorni avrebbe una marcia in più rispetto ai suoi coetanei.

LA FUNZIONE VISIVA: alcuni ricercatori si sono concentrati sulla funzione visiva negli anziani che passavano il tempo a giocare a carte e hanno scoperto che fornendo loro delle carte più grandi con più contrasti di colore riuscivano ad aumentare la capacità di pensiero e che il continuo giocare, con il tempo, migliorava la loro capacità visiva.

LA SOCIALIZZAZIONE: recarsi in qualche luogo dove si gioca e magari farlo in gruppo diventa un modo per vivere più serenamente pèrchè costringerebbe ad interagire con gli altri. La socializzazione previene la depressione e passare del tempo in un ambiente rilassante e confortevole aiuta a stare meglio.

I videogiochi quindi non andrebbero mai demonizzati a prescindere ma, piuttosto, devono essere considerati come un modo moderno per imparare per le generazioni attuali e future. La tecnologia è destinata a progredire in questo senso e adeguarsi non può che portare benefici.