FOMO, fear of missing out, letteralmente la paura di essere tagliati fuori; è questo il nome attribuito alla nuova malattia del secolo che colpisce quasi la totalità della popolazione mondiale.
Andrew Przbylski, professore dell’Università di Oxford, è stato il primo ad interessarsi a questo fenomeno che accomuna chiunque faccia un uso smodato, che qualche volta sfocia nel patologico, di internet e di tutti i social network ad esso collegati.
L’acronimo è stato coniato circa un paio di anni fa per descrivere un disturbo psicologico causato dalla moderna tecnologia.
Secondo un recente studio condotto dalla Società di tecnologia Mozy, un terzo delle persone controlla le proprie e-mail prima delle 7:30 di mattina, aggiorna il proprio stato su facebook, controlla le notifiche pervenute durante la notte, si interessa di ciò che hanno fatto i propri ” amici ” .
Da quando i social network hanno preso il sopravvento sulla nostra vita si è instaurata una nuova ansia sociale, la paura di essere tagliati fuori, il pensiero assillante di controllare se gli altri stanno facendo qualcosa di più interessante di quello che facciamo noi e la sensazione che ci stiamo perdendo qualcosa. Ecco la definizione completa della Fomo:
1) è una forza che guida l’uso dei social network
2) i livelli di FOMO sono più alti nelle persone giovani ed in particolare appartenenti al sesso maschile
3) i livelli di FOMO sono influenzati dalle circostanze sociali. Bassi livelli di considerazione della propria vita coincidono con alti livelli di FOMO
4) la FOMO è legata ad un rapporto ambiguo con i social media
5) la FOMO è più alta in chi è distratto
6) la FOMO è più alta negli studenti che usano i social-media anche in classe.
Fateci caso, sull’autobus, alla fermata, in treno, ma anche per strada, quante sono le persone che non hanno un cellulare in mano e che, quasi istericamente, lo controllano.
Secondo uno studio americano del centro Kleiner Perkins Caufield & Byers’s, l’utente medio di smartphone lo controlla circa 150 volte al giorno, cioè una volta ogni sei minuti; lo stesso vale per la posta elettronica anche se il primato spetta a Facebook, che molti, per non dire tutti, controllano appena aperti gli occhi la mattina.
In Italia non esistono ancora ricerche sulla FOMO ma sono molte le persone che avvertono questo disagio sociale, un disagio che spesso esprimono utilizzando gli stessi social network che lo hanno creato.
Da cosa nasce tutto ciò: probabilmente dalla estrema facilità con cui si ha accesso a questi mezzi e dalla possibilità di stabilire rapporti non mediati dalle conversazioni sociali reali. In questo modo si trova il coraggio di esporsi, ma solo su di un piano virtuale. C’è però di più , c’è un sentimento alla base che si chiama invidia. Invidia che si vuole provocare pubblicando di tutto, dalle foto della nostra ultima vacanza, al regalo ricevuto per il compleanno, al nuovo abito acquistato, e potremmo continuare all’infinito ma la conclusione è sempre la stessa. Lo scopo di tutto è uno solo : dimostrare che mi diverto più di te, che sono più felice di tè, sapendo perfettamente che dall’altra parte c’è chi ha il pensiero fisso di controllare cosa stanno facendo gli altri.
Volete scoprire se siete malati di FOMO? Semplice ; basta eseguire un test all’indirizzo www.ratemyfomo.com che, in base alle risposte, vi fornirà un grafico che riporta ad una sezione particolare: verde per un livello basso di FOMO, giallo per un livello medio, rosso per un livello alto. Ovviamente il test vi darà solo una conferma in quanto ognuno di noi sa perfettamente cosa fa durante il giorno e come utilizza i social network. Nel 2012, negli Stati Uniti, una compagnia , la Digital Detox, si è inventata un metodo per disintossicarsi dalla digitalizzazione; si tratta di una vacanza in un campeggio immerso nella natura, dove è rigorosamente vietato l’uso di qualsiasi aggeggio tecnologico.
Il programma prevede lo svolgimento di attività di socializzazione, yoga, meditazione, attività fisica . In Italia il Trentino e la Sardegna si stanno organizzando per creare qualcosa di simile. Al di là della reale utilità di queste iniziative, spetta ad ognuno di noi prendere, innanzitutto coscienza di come queste nuove realtà stiano condizionando in modo assolutamente negativo la nostra vita, e di conseguenza adottare seri provvedimenti. Iniziate da un’ora al giorno. Spegnete il cellulare, il pc, e sforzatevi di non controllare le vostre notifiche. Quando scoprirete che il mondo non è cambiato, che in realtà non vi siete persi assolutamente nulla, forse riuscirete a rinunciare per più tempo al giorno, forse per un giorno intero e, sorpresa delle sorprese, quel tempo riuscirete a dedicarlo a qualcosa di più interessante, stimolante, positivo sia per il vostro corpo che per la vostra mente.