Nel 1942 si scoprì che coloro che bevevano acqua contenente quantità adeguate di fluoro, presentavano meno problemi di carie e conservavano a lungo i propri denti.
Il fluoro è un minerale, un oligoelemento essenziale per il nostro organismo, anche se in piccole quantità. Svolge un ruolo fondamentale sia nello sviluppo che nel mantenimento dei denti, nella formazione e nella robustezza delle ossa. Previene, inoltre, l’osteoporosi, in quanto la metà del fluoro che quotidianamente assumiamo si deposita direttamente nelle ossa. La mancanza di fluoro, invece, causa comparsa continua di carie dentale, ossa fragili, specie nei bambini e negli adolescenti in fase di crescita. Nei lattanti una sua deficienza altera la formazione dello smalto.
Il fluoro, proprietà e assunzione con l’alimentazione
Bisogna considerare, però, che anche un’assunzione elevata di fluoro provoca non pochi problemi: macchie bianche o brune sui denti, depressione. Non esiste una quantità raccomandabile da assumere; il suggerimento degli esperti è per gli adulti 1,5 -7 mg, da 1,5 a 2, 6 mg per bambini e adolescenti.
Il fluoro si ricava costantemente dall’alimentazione anche se in quantità difficilmente precisabili. L’acqua ne contiene di più, non solo quella che beviamo ma anche quella che utilizziamo per cuocere gli alimenti, per preparare le bibite. Il tè ed il caffè contengono discrete quantità di fluoro; il tè, in particolare, può essere considerato un “accumulatore” di fluoro; può contenere dai 50 ai 700 mg/kg. In un infiusione sono presenti 1,5 mg di fluoro così, bevendo due tazze al giorno, assumeremo circa 0,3 mg.
Il fluoro è presente anche nel pollo, nel maiale, nel vitello e nell’agnello, nei frutti di mare. Gli alimenti essiccati ne contengono quantità maggiori. Il contenuto di fluoro di verdura e frutta varia a seconda dell’acqua utilizzata per innaffiarli.
