Vogliamo partire da una notizia recente che sta facendo ancora il giro del mondo: l’aspirina potrebbe aiutare a combattere il cancro. Ebbene, ci siamo presi la briga di andare a cercare notizie che riguardassero questo famoso farmaco da banco per capire su cosa si possa fondare questa notizia. Un certo Dr Holmes ha, tempo fa, identificato più di 4000 donne malate di cancro al seno che avevano già subito un trattamento standard: chirurgia, chemioterapia, radioterapia.
Ha poi paragonato il tasso di mortalità con la quantità di aspirina che avevano assunto durante la loro vita, per i motivi più diversi: dolore generico, febbre, malattie cardiache. Le donne che hanno riferito di aver assunto più volte l’aspirina avevano il 50% di possibilità in meno di morire di cancro rispetto a quelle che non l’avevano quasi mai assunta.
Il Dott. Holmes rimase molto stupito da questi risultati e si chiese se, forse, non era il caso di pensare all’aspirina come cura per il cancro al seno. Si rivolse, così, a diverse compagnie farmaceutiche ma nessuna si mostrò interessata a questo tipo di investimento. Lo studio sarebbe costato almeno 10 milioni di dollari.
Il Dott.Holmes non si arrese e scrisse sul New York Times una colonnina nella quale asseriva che probabilmente un semplice farmaco da banco avrebbe potuto salvare migliaia di vite ogni anno. La risposta non tardò ad arrivare da parte di un dirigente della Pfizer che liquidò la questione dicendo che i finanziamenti per le questioni biologiche erano notevolmente diminuiti. Il Dott.Holmes rimane convinto che se da allora qualcuno lo avesse ascoltato molte vite si sarebbero potute salvare.
La verità allora qual è: se una certa cosa appartiene a tutti non possiede nessun valore di mercato. Se nessuno possiede qualcosa, nessuno la può vendere. Diciamola più chiara: se in vista non c’è nessun guadagno, nessuno si scomoderà a fare più di tanto anche se questo significa sacrificare vite umane. Questo discorso probabilmente riguarda anche la corteccia di salice da cui si ricava l’aspirina.
Quando l’aspirina entrò sul mercato, le case farmaceutiche la fecero diventare la loro fortuna, ma oramai il brevetto è scaduto e l’interesse è scemato.
Se volete saperlo l’aspirina non è che un esempio di farmaco che potrebbe avere affetti positivi nel trattamento contro il cancro. Ognuno di noi possiede nell’armadietto dei medicinali farmaci generici che hanno dimostrato di possedere proprietà anticancro: i betabloccanti, le statine, i farmaci antidiabetici. La prova scientifica che l’aspirina curi il cancro ancora non c’è ma la sensazione è che ci si stia avviando sulla buona strada. La domanda fondamentale resta una sola: qualcuno troverà stimoli più forti del denaro per portare avanti la ricerca?