Capita spesso di mangiare anche quando effettivamente non si avverte appetito: viene definita fame nervosa scatenata da quantità elevate di stress; c’è chi mangia perchè è triste, chi in vista di un avvenimento importante, chi per noia, chi per apprensione. In tutti i casi si ingeriscono calorie eccessive che favoriscono l’aumento di peso. In questi casi il mangiare diventa più che una necessità biologica, un piacere.
Chi viene sopraffatto da questa necessità può essere definito a tutti gli effetti dipendente dal cibo esattamente come si diventa dipendenti da altre sostanze. La fame nervosa è sempre stata al centro delle ricerche di scienziati che, in ogni modo, cercano metodi efficaci per contrastarla. Recentemente a questo proposito alcuni ricercatori dell’ “Università di Lund” in Svezia hanno scoperto un modo per far resistere il corpo umano a voglie poco sane. Gli artefici di questo processo sarebbero dei componenti delle verdure a foglia verde chiamati tilacoidi.
Il risultato di questa ricerca è stato pubblicato sulla rivista scientifica “Appetite”. Sono state analizzate 38 donne che possedevano un indice di massa corporea simile, monitorate per 90 giorni; le partecipanti allo studio sono state divise in modo casuale in due gruppi diversi. Il primo gruppo è stato invitato ad assumere, prima di colazione, una bevanda verde contenente cinque grammi di tilacoidi; il secondo una bevanda solo colorata di verde. Tutti i partecipanti hanno dovuto consumare ogni giorno solo tre pasti evitando spuntini e hanno dovuto praticare costante esercizio fisico.
Le donne che avevano consumato la bevanda verde arricchita di tilacoidi hanno perso maggiore peso rispetto alle altre, hanno raggiunto livelli di colesterolo più bassi, si sentivano più sazie, hanno visto ridurre il loro desiderio di alimenti dolci, per esempio il cioccolato. Perchè è successo tutto ciò? Perchè i tilacoidi inibiscono la digestione dei grassi. Se volessimo quantificare l’apporto di queste sostanze quotidianamente dovremmo immaginare di consumare ogni giorno mezzo chilo, per esempio, di spinaci.
In realtà se si riuscisse a isolare i tilacoidi sarebbero necessari solo pochi grammi. I tilacoidi inoltre funzionano meglio se assunti insieme ai grassi per cui è conveniente consumarli durante il pasto; sono capaci infatti di formare un rivestimento intorno alle molecole di grasso impedendo l’accesso degli enzimi digestivi. Il cervello in questo modo avrebbe bisogno di più tempo per inviare nuovamente il segnale di fame. Oltre agli spinaci ne sono ricchi i cavoli, la lattuga e il cavolfiore. Ad oggi non è chiaro ancora se la cottura ne vanifichi le potenzialità per questo sarebbe auspicabile assicurarsi una porzione al giorno di verdura cruda.