L’Università di Napoli “Federico II” ha portato a termine uno studio su di un fenomeno che coinvolge il 17% degli uomini italiani: l’eiaculazione precoce. Sono stati seguiti 150 uomini, intorno ai 50 anni di età, per un periodo di 20 settimane. Il 60% degli analizzati soffriva di eiaculazione precoce primaria che di solito non ha cause psicologiche quali l’ansia o lo stress ma prettamente fisiche. A 60 uomini è stato prescritto un farmaco, altri 60 hanno ricevuto in aggiunta una psicoterapia, altri 60 ancora solo un approccio psicoterapeutico. I primi sono passati da una durata del rapporto di 79 secondi a 203; gli altri sono arrivati a durare fino a 323 secondi. Il risultato migliore lo hanno ottenuto coloro che avevano combinato il farmaco con il supporto psicologico e hanno resistito fino a 600 secondi.
La conclusione dello studio è stata che, quando non in presenza di patologie fisiche, questo tipo di disfunzione può essere trattata con piccole tecniche comportamentali. I sessuologi sono concordi nell’affermare che, per quanto un uomo non sia effettivamente in grado di controllare la propria risposta in pieno, esistono delle tecniche che aiutano a gestire il rapporto in tutte le sue fasi: dall’eccitazione all’eiaculazione. Quello che gli uomini dovrebbero cercare di ottenere è una maggiore conoscenza del proprio corpo cercando di non concentrare tutta l’attenzione sulla zona interessata. La postura riveste una grande importanza: ci sono delle posizioni che favoriscono una maggiore durata perchè capaci di controllare le proprie reazioni.
Ognuno dovrebbe sperimentare una tecnica essendo gli uomini fondamentalmente tutti diversi. Il fine è quello di evitare quanto più possibile di ricorrere ai farmaci specifici che, per quanto funzionali, comportano sempre una serie di effetti collaterali dannosi.