Ebola, la nuova epidemia in Guinea fa paura

Dopo l’ultima vittima registrata in Africa, il Dott. Sheik Umar Khan, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha definito Ebola come “un’epidemia senza precedenti vista la sua ampia diffusione geografica”. Fino ad ora sono stati registrati 1201 casi attribuiti al virus ebola con 672 decessi. Cos’è l’ebola? Si tratta di un virus che ha la capacità di moltiplicarsi molto velocemente nel corpo che lo ospita. Dice lo scienziato David Quammen: “i virus producono infezioni acute, gravi per un periodo, poi scompaiono. Se non scompaiono però ti uccidono”.

A differenza dei batteri, organismi unicellulari che si moltiplicano dividendo se stessi, i virus prendono il sopravvento su altre cellule e le costringono a riprodurre altro virus. I batteri possono essere debellati con gli antibiotici, i virus no. Attraverso gli starnuti, la tosse, il vomito, la diarrea ebola viene trasmessa ad altre vittime.Ebola, la nuova epidemia in Guinea fa paura

Di Ebola attualmente ci sono cinque specie conosciute: Bundibugyo ebolavirus; Zaire ebolavirus; Reston ebolavirus; Sudan ebolavirus. Tutti i ceppi sono pericolosi ma il Reston e lo Zaire sono fatali; attaccano tutti gli organi del corpo, pelle compresa e possiedono un tasso di mortalità pari al 90%. Recente però la notizia pubblicata sul New England Journal of Medicine che l’epidemia registrata in Guinea sarebbe stata provocata da un nuovo ceppo.

Ma come si trasmette ebola? Essenzialmente attraverso carne infetta. Il virus infatti è capace di sopravvivere in un insetto o animale come se fosse un serbatoio e passare agli umani attraverso il contatto con fluidi corporei, secrezioni o organi dell’animale ospite. Si pensa che il pipistrello Pteropodidae sia l’ospite naturale di ebola. Rimane però da capire come il virus riesca ad entrare nel corpo umano. Sappiamo però che la Guinea rappresenta una zona importante in quanto a traffico di fauna selvatica. Cosa provoca ebola? Febbre emorragica virale, varie malattie multisistemiche che interessano cioè diversi sistemi di regolazione interni.

I sintomi si manifestano circa 21 giorni dopo il contagio e includono febbre, debolezza, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola. Quasi sempre presenti vomito, diarrea, eruzioni cutanee, difficoltà di respirazione e deglutizione. Il virus attacca in poco tempo il fegato, i reni, la pelle ed il sangue. Attualmente non esiste nessun vaccino o farmaco per curare ebola ma sono diverse le sperimentazioni per cercare qualche soluzione. Le terapie, al momento, sono solo di supporto e si limitano alla fornitura di liquidi, elettroliti ed ossigeno; in qualche caso si utilizzano antibiotici per trattare le infezioni secondarie. Il sistema migliore per controllare la diffusione del virus è isolare gli infetti, assicurando agli operatori sanitari un equipaggiamento adeguato. In caso di morte dovrebbe essere eseguita una sepoltura veloce.

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