Dormire meno per combattere la depressione

Ricercatori della Medical University of South California e del Rhode Island Hospital si sono impegnati per dimostrare come stare svegli per più di 24 ore possa rappresentare un trattamento veloce per combattere la depressione. Le prime ricerche hanno dimostrato che, sei su dieci pazienti, hanno ottenuto sollievo già dopo un giorno dall’inizio di questo trattamento rispetto a quelli che per sei-otto settimane avevano assunto antidepressivi.

Si pensa che la privazione di sonno giochi un ruolo fondamentale nella stimolazione della serotonina. Il trattamento prende il nome di “tripla cronoterapia” che sembra promettere risultati rapidi e di lunga durata. La tripla cronoterapia si svolge in tre giorni e combina la privazione del sonno con l’esposizione ad una lampada speciale, la terapia della luce brillante, e il successivo cambiamento dell’orario in cui dormire.

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La teoria è che la privazione del sonno abbia un effetto anti-depressivo, che la luce luminosa e il cambiamento di abitudini aiutino a risettare l’orologio biologico. Il primo giorno i pazienti sono stati tenuti svegli dalle 22:30, per tutta la notte e per tutto il giorno successivo. Hanno poi dormito dalle 18:00 all’1:00 di mattina. La fototerapia è stata eseguita per tre giorni di prima mattina. Il secondo giorno i pazienti hanno dormito dalle 8:00 alle 3:00; l’ultimo giorno il sonno è iniziato alle 22:00 finendo alle 5:00.

Questa intuizione è stata supportata da un altra ricerca svolta dalla Tufts University che ha individuato una proteina, chiamata adenosina, rilasciata quando si è svegli. La privazione del sonno ne aumenterebbe il livello, alterando i segnali elettrici nel cervello e provocando un immediato miglioramento dell’umore. Così si è espresso il noto psichiatra John Gottlieb della Northwestwrn University Feiberg School of Medicine di Chicago: “la cronoterapia è poco costosa e ha effetti collaterali minimi”.

Dello stesso parere, Carmine Pariante, Professore di psichiatria biologica presso l’Istituto di Psichiatria del King College di Londra che afferma: “Unendo la privazione del sonno con altre terapie sonno-correlate che hanno dimostrato una certa efficacia nel trattamento della depressione, vi è una ragionevole speranza che l’azione antidepressiva sarà più efficace e sostenuta”. Se tutto ciò corrisponde a verità vuol dire che forse si è fatto un ulteriore passo in avanti per comprendere e quindi curare i meccanismi che portano ad ammalarsi di depressione.

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