Una ricerca svolta dalla “Mayo Clinic” e pubblicata sulla rivista scientifica “Jama”, ha voluto dimostrare come il processo di invecchiamento che fa perdere la memoria sia più evidente negli uomini che nelle donne. Tutta colpa di una parte del cervello deputata a ricordare le cose: l’ippocampo. La perdita di memoria è stata collegata ad un gene, APOE4, responsabile dell’accumulo di amiloide, evidente nei soggetti malati di Alzheimer.
Lo studio però ha voluto evidenziare come la perdita di memoria non sempre sia precursore dello sviluppo di malattia. Sono stati analizzati 1200 adulti di un’età compresa tra i 30 e i 95 anni sottoposti a risonanza magnetica mentre svolgevano dei semplici test di memoria per valutare il volume del loro ippocampo e contemporaneamente una PET per valutare i depositi di amiloide. I risultati hanno dimostrato che:
“la memoria declina in realtà in quasi tutti, e ben prima che ci sia alcuna deposizione di amiloide nel cervello”.
Gli uomini sono risultati coloro che possedevano una memoria peggiore con una altrettanto dimensione inferiore dell’ippocampo. Il volume dell’ippocampo e il declino della memoria iniziava già a 30 anni, molto tempo prima che si formassero accumuli di amiloide. Le donne, al contrario, hanno superato i test molto più brillantemente. Si è ipotizzato che alla base ci possa essere da una parte la predisposizione, tutta maschile, di soffrire di incidenti cardiovascolari insieme a patologie come l’ipertensione o il diabete, dall’altra la protezione benefica degli ormoni nelle donne.
Lo scopo della ricerca è di capire come fare a mantenere per più tempo possibile una buona funzione cerebrale. Il volume del cervello si può cambiare? A quanto pare qualcosa si può fare: praticare più esercizio fisico, un antinvecchiamento naturale o allenare la memoria con semplici esercizi, per esempio le parole crociate. Allora la prossima volta che un uomo dimentica di comprare qualcosa, o non ricorda dove ha parcheggiato l’auto o dove ha messo le chiavi di casa, le donne dovrebbero cercare di essere più indulgenti e comprensive.