Disturbi alimentari: anoressia, ortoressia e bigoressia

I disturbi del comportamento alimentare hanno diverse cause.
La famiglia riveste un ruolo importante, se, per esempio, i genitori sono costantemente a dieta, se l’essere magri viene esaltato come un valore, sarà molto probabile che i figli tenteranno di adeguarsi. I mass media e soprattutto internet fanno, però, oggi più presa sui ragazzi.
Ciò a cui bisogna stare attenti, è non confondere un disturbo vero e proprio come l’anoressia, con un problema che riguarda l’immagine e la linea.

L’anoressia è a tutti gli effetti una malattia, ma dell’anima; è un comportamento patologico che serve a nascondere una sofferenza interiore e a tenere sotto controllo la propria emotività. Si sa, il 70% degli adolescenti non è soddisfatto del proprio corpo.Il 60% delle ragazze vuole perdere peso.

Per quanto riguarda il disturbo alimentare, questo si inserisce solo dove esiste una vulnerabilità psicologica, causata da traumi come un abuso, un lutto, la separazione dei genitori ecc.Disturbi alimentari: anoressia, ortoressia e bigoressia

Oggi ci sono forme diverse di fobia nei confronti del cibo.
Un nuovo fenomeno prende il nome di “ORTORESSIA” che consiste nell’ossessione di mangiare in modo sano, cibi giusti. I più giovani sviluppano l’ossessione per le malattie e cominciano a scartare gli alimenti che fanno male, lasciando nel piatto ben poco. Il fine di questo comportamento non è dimagrire ma cercare cibi “puri” per paura di ammalarsi.

L’ortoressia è più diffusa nei maschi.
Tra i giovani che praticano sport si sta facendo strada la “bigoressia”; questi ragazzi, spesso ossessionati dall’avere un fisico perfetto, si sfiancano con esercizi anche scorretti, con un tipo di allenamento intensivo e con un’alimentazione iperproteica. Quando in famiglia ci si accorge di avere questo tipo di problema, molto spesso si fanno strada sentimenti di impotenza, rabbia e sensi di colpa. Bisogna considerare che molto spesso non esiste un rapporto di causa-effetto tra la famiglia e lo sviluppo della malattia.
Bisogna affrontare il problema così come si affronterebbe qualsiasi problema fisico: rivolgendosi ad uno specialista.

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