Quando non si riesce a dimagrire, nonostante tutti gli sforzi possibili ed immaginabili, la colpa alla fine la si da al proprio metabolismo. Si pensa, infatti, di possederne uno lento che non ci permette di bruciare tutte le calorie assunte, anche se poche.
In realtà è bene sottolineare che se è pur vero che le disfunzioni metaboliche esistono e giocano un ruolo fondamentale nel nostro peso, che ci fanno dimagrire o viceversa ingrassare senza un apparente motivo, in realtà sono più rare di quanto si creda.
Cerchiamo di spiegarci meglio. Molte volte ciò che fa la differenza tra chi riesce a dimagrire o comunque a mantenere un peso forma è il comportamento assunto a tavola nei confronti del cibo.
Ci sono delle piccole regole che i nutrizionisti indicano come essenziali per riuscire nel nostro intento; si tratta di piccoli trucchi che, se messi in pratica, ci faranno ottenere qualche risultato interessante. I più importanti sono tre: alzarsi subito da tavola quando si è finito di mangiare, eliminare gli avanzi in modo da non essere tentati a consumarli e, soprattutto, lasciare sempre qualcosina nel piatto.
Quando si decide di seguire una dieta, siamo tutti convinti di utilizzare dei metri oggettivi per valutare le porzioni che andremo a consumare: il peso, il tipo di alimento, la quantità. In realtà, ciò che valutiamo principalmente sono le sensazioni che il piatto ci comunica: il giusto, il tanto, il poco, il saporito ecc.
Osservando la stessa porzione di cibo, poi, ognuno la giudicherà in maniera soggettiva: a qualcuno sembrerà troppa a qualcun altro troppo poca. Si tratta di un illusione del nostro cervello. Quando osserviamo un piatto, infatti, il nostro cervello non lo valuta in base al suo valore calorico ma in base alla quantità e, molte volte, ci si ritrova a pensare che per noi sia troppo poco. Se volessimo provare a fare un esperimento per valutare la quantità di cibo che assumiamo, il luogo ideale sarebbe il ristorante dove, per abitudine, si servono piatti che contengono la stessa quantità di cibo per tutti.
A casa, infatti, inevitabilmente, la quantità cambierà a seconda di chi stiamo servendo. Ebbene, osservando il comportamento a ristorante di ciascuno di noi, potremmo notare come, pur avendo la stessa quantità di cibo, non tutti mangiano alla stessa maniera: c’è chi lascerà il piatto perfettamente pulito, chi taglierà qualsiasi tipo di boccone fino a sminuzzarlo ma mangiando in realtà molto poco, chi lascerà il condimento sul fondo mangiando solo l’essenziale.
Alla fine del pasto tutti crederanno di aver assunto la stessa quantità di calorie quando in realtà così non è. Se si contassero le calorie assunte da ciascun commensale, si avrebbero sicuramente delle sorprese. Ecco perchè alcune persone sembrano mangiare molto senza ingrassare altre ingrassano apparentemente senza mangiare niente. Le calorie non sbagliano mai siamo noi, piuttosto, che dimentichiamo spesso che il nostro comportamento verso il cibo avrà inevitabilmente il suo peso.
Bisogna poi considerare che ci sono altre variabili essenziali: l’età, il sesso, i muscoli, l’attività fisica.
Chi è in sovrappeso, al contrario di quanto si pensi, consuma di meno di chi è magro, chi pratica attività sportiva brucia più calorie, più si va avanti con l’età meno si consuma ecc. Prima di riempire il nostro piatto bisognerebbe considerare tutti questi aspetti per stabilire, poi, la giusta quantità di cibo da consumare.