Un gruppo di ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma ha ideato un nuovo metodo per individuare quali cibi fanno ingrassare maggiormente rispetto ad altri. Il punto di partenza è stato appurare come non abbia molta importanza calcolare il numero di calorie assunte durante un pasto.
I ricercatori hanno studiato un gruppo di 120 persone distribuite uniformemente tra vegetariani, vegani, latto-ovo-vegetariani, compresi anche magri onnivori e obesi onnivori, e ne hanno valutato le loro abitudini alimentari. Questi soggetti consumavano quantità caloriche sovrapponibili e avevano tutti una certa costanza nel praticare esercizio fisico.
Grazie a questi dati si è potuto concludere che ciò che faceva la differenza nella loro alimentazione non era il numero di calorie introdotte ma la qualità dei cibi scelti. Si è potuti arrivare, quindi, a stabilire un IQD ovvero :l’indice di qualità della dieta.
Lo scopo è stato quello di mettere a punto un menù perfetto per tutti che prevedesse l’eliminazione o il consumo ridotto di glicidi, carboidrati, formaggi grassi, zuccheri e grassi saturi, principali responsabili dell’aumento di peso, e di contro un aumento nel consumo di fibre e contenute nelle verdure e nei cereali integrali. Per calcolare l’IQD esiste anche una formula infallibile: sarà necessario moltiplicare l’apporto di carboidrati e zuccheri (glicidi) per quello dei grassi saturi e dividere il risultato per la quantità di fibre consumate.