Uno studio condotto in Spagna dall’Universidad Rovira e dall’Ospedale Universitario di Sant Joan Reus, ha stabilito che la Dieta mediterranea, non solo si limita a proteggere da malattie cardiache ma può invertire la sindrome metabolica un insieme di sintomi legati a diabete e obesità. I ricercatori hanno affermato: “In questo grande, multicentrico studio clinico randomizzato che ha coinvolto persone con alto rischio cardiovascolare, una dieta mediterranea integrata con olio extravergine di oliva è stata associata ad un minore aumento della prevalenza di sindrome metabolica rispetto alle diete a basso contenuto di grassi”.
La sindrome metabolica comprende un gruppo di sintomi associati ad un rischio maggiore di diabete, malattie cardiache, morte prematura e si manifesta generalmente con glicemia alta, trigliceridi alti, bassi livelli di HDL, ipertensione, obesità centrale, ovvero il grasso che si accumula sulla pancia. La domanda che i ricercatori si sono posti è se la dieta mediterranea fosse in grado di influenzare le condizioni generali di salute in meglio, portando come conseguenza una vita più lunga caratterizzata da un minor declino cognitivo.
Nel 2013, a questo proposito, uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, aveva scoperto che le persone che seguivano costantemente una dieta mediterranea avevano il 30% in meno di possibilità di sviluppare malattie cardiovascolari rispetto a chi aveva seguito una dieta povera di grassi.
La Dieta mediterranea, caratterizzata dall’assunzione di olio extravergine d’oliva, semi e noci, cereali integrali, legumi, moderate quantità di latticini, pesce, pollame, moderato consumo di vino rosso, contribuisce a che le funzioni generali dell’organismo si svolgano al meglio. Lo studio spagnolo ha assegnato in modo casuale a 5801 soggetti adulti di età compresa tra 55 e 80 anni, considerati a rischio di sviluppare malattie cardiache, tre tipi di diete diverse: una a basso contenuto di grassi, una dieta mediterranea che prevedeva un consumo maggiore di olio extravergine d’oliva e una dieta mediterranea classica.
Alla fine dello studio non ci sono state differenze significative sulla salute dei partecipanti; ciò significa che la dieta mediterranea, pur addizionata con grassi non peggiora i risultati metabolici. Ciò che ha sorpreso invece gli scienziati è che tra coloro a cui era stata già diagnosticata una sindrome metabolica e che avevano seguito una delle due diete mediterranee assegnate, è diminuita l’incidenza di malattia del 28,2 %. I migliori risultati li hanno ottenuti coloro che avevano assunto più olio extravergine d’oliva.
I ricercatori hanno così concluso: “Le diete mediterranee integrate con olio d’oliva o di noci non sono state associate con una ridotta incidenza di sindrome metabolica rispetto ad una dieta povera di grassi, tuttavia, entrambe le diete sono state associate ad un significativo tasso di reversione della sindrome metabolica“.
Ad avallare questa tesi uno studio condotto nel 2013 dall’Università di Navarra a Pamploma, in Spagna, pubblicato poi sul Journal of American Medical Association che dimostrò come la dieta mediterranea fosse capace di ridurre del 30% il rischio di depressione, nonostante in alcuni casi fossero presenti alti fattori di rischio: l’ansia, lo stile di vita, le condizioni familiari.