Il 14 novembre si celebra la giornata dedicata alla lotta contro il diabete.
Secondo gli ultimi dati, solo in Italia, le persone colpite da questa patologia sarebbero circa 4 milioni.
Le varie associazioni scendono in piazza per sensibilizzare la popolazione su questo tema che, dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è riconosciuto come un problema sociale e lo paragona alle grandi minacce che affliggono il pianeta alla stregua dell’ HIV, della tubercolosi e della malaria.
L’Organizzazione mondiale della Sanità ha lanciato l’allarme per pandemia.
Il diabete non conosce classi sociali ne sono colpiti ogni giorno soggetti appartenenti alle classi più disparate, ricchi e poveri; La causa è da ricercare nell’eccesso di cibo, spesso di qualità scarsa, nella sedentarietà che è la causa dell’insorgenza del diabete 2. Fino a 40 anni fa il diabete non era menzionato tra le malattie più frequenti.
Non da meno il diabete 1, frequente nei giovani, causato spesso da una risposta esagerata del nostro sistema immunitario ad una serie di fattori ambientali. Al momento l’unica terapia consiste nella somministrazione di insulina più volte al giorno che determina una diminuzione della qualità di vita in chi è costretto a praticarla. Rimane sempre valido il monito della comunità scientifica di assumere comportamenti alimentari adeguati associati ad un costante esercizio fisico.