Vogliamo invitarvi a riflettere su quanto sta accadendo negli ultimi anni e su come il nostro modo di vivere stia cambiando o, purtroppo abbia già cambiato, il nostro sentire.

Quanti di noi, in casa, mentre pranzano o cenano con la famiglia, per strada tra un acquisto ed un altro, al ristorante anche magari durante una cena romantica, al cinema, non gettano lo sguardo al cellulare? Senza accorgercene, da un paio di anni a questa parte, siamo diventati tutti schiavi della tecnologia, in particolare dei social network che ci hanno trasformati in persone asociali, a dispetto dello scopo per il quale determinati strumenti sono stati creati.
La facilità con cui si può interagire con gli altri è diventata una trappola, una scappatoia, che ha peggiorato i rapporti umani, che ha eliminato il valore di uno sguardo o magari la spontaneità delle nostre azioni. Certo è molto più facile comunicare attraverso degli stati, delle foto, delle mail, piuttosto che far sentire la propria voce che trasmette emozioni; è molto più facile scrivere qualcosa piuttosto che dirla a quattrocchi, ci si vergogna meno, ma si corre il rischio di esagerare, perchè ci si sente protetti.
Nessuno vuole demonizzare il progresso ma, se ci facessimo un esame di coscienza, dovremmo in tutta onestà, ammettere che le cose ci sono sfuggite di mano. Per riflettere e magari cercare di invertire la rotta, qualche esempio che, per un verso o per l’altro, ci accomuna tutti.


