Come scegliere il vino giusto

Come devono succedersi i bianchi, i rossi, i leggeri, i forti durante il pasto. Ecco le regole e le eccezioni. Cambiare vino nel corso di un pasto non mette a rischio ubriacatura. La leggendo è nata perchè, avendo più bevande a disposizione, si tende inconsapevolmente a bere di più. Tutto qui. Eliminata la paura, via libera allora al pranzo-degustazione, nel quale ogni cibo può avere il suo giusto compagno nel bicchiere.
Perchè tutto si svolga al meglio, però, non basta che i vini si armonizzino bene con le pietanze. E’ indispensabile che siano introdotti in corretta successione, affinchè non si giunga a metà dell’ opera troppo assuefatti e sazi. Le regole sono due e semplici: stappare vini dal più giovane al più vecchio e dal più leggero al più generoso.

Come scegliere il vino giusto
Quest’ordine permette inoltre di dosare al meglio le portate, perchè costringe a cominciare da cibi meno saporiti per procedere fino al dolce. Per non smarrirsi, si può tenere a mente il terzetto: bianco, rosso, liquoroso. Offre una sequenza ottima per la maggior parte delle situazioni. Ma un esempio pratico vale più di mille discorsi ed eccolo.
Un “pranzo delle feste” è più o meno composto così: antipasto, primo piatto, secondo piatto o piatto forte, formaggio e dolce.
Con l’antipasto si abbinerà un vino più giovane o leggero. Uno spumante brut o un bianco faranno all’occasione. Questo stesso vino andrà bene per il primo piatto, se è leggero come un risotto o una pasta al pesce o alle verdure.
Se il primo è più pesante si stappa un rosso, non più vecchio di due anni che servirà anche per la seconda portata. Con i formaggi un vino più nibile andrà benissimo. Con il dolce il vino liquoroso è obbligatorio.

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