Come curarsi con le piante tropicali

Da sempre i principi attivi ricavati dalle piante sono stati utilizzati per combattere le più svariate malattie. In particolare, ultimamente, due piante tropicali hanno attratto l’attenzione degli scienziati: l’uncaria ed il pau d’arco.

L’UNCARIA è una pianta originaria dell’Amazzonia ed è comunemente nota con il nome di “unghia di gatto” perchè provvista di foglie piene di spine a forma di uncino. Recenti ricerche hanno dimostrato come questa pianta sia in grado di potenziare il sistema immunitario nell’uomo, agendo in particolar modo sui globuli bianchi deputati a difenderci dalle aggressioni esterne. Recenti ricerche di laboratorio, infatti, hanno dimostrato come l’assunzione di uncaria, stimoli la produzione di linfociti T che risulterebbero in grado di neutralizzare le mutazioni cellulari responsabili dell’insorgenza di molte neoplasie. Uno studio svedese ultimamente ha messo in luce la capacità dell’uncaria di combattere, per il momento in provetta, le cellule leucemiche. Merito di ricercatori italiani, invece, la scoperta degli effetti benefici dell’uncaria nel tumore al seno. L’uncaria, con i suoi principi attivi, ha dimostrato grande capacità di ridurre le infiammazioni causa di mutazioni al DNA. L’estratto di uncaria è facile da reperire in erboristeria sotto forma di tavolette o capsule.
Come curarsi con le piante tropicali
IL PAU D’ARCO: si tratta di una pianta il cui nome scientifico è Tabebuia impetiginosa, utilizzata fin dai tempi antichi dalle popolazioni del Sudamerica. La pianta del pau d’arco o lapacho possiede decine di sostanze attive ad azione fitoterapica. Le prime ricerche risalgono a circa 50 anni fa quando alcuni scienziati valutarono la possibilità di utilizzare questa pianta contro i tumori. Successivamente ricercatori statunitensi attribuirono al lapacholo, uno dei componenti attivi più importanti della pianta, la capacità di combattere alcune forme tumorali. Il lapacholo agirebbe come un vero e proprio spazzino, capace di ripulire l’organismo dai radicali liberi e di ostacolare quindi la mutazione del DNA responsabile dell’insorgenza di alcune neoplasie. E’ possibile assumere gli estratti di pau d’arco come decotto della corteccia di lapacho.

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