La celiachia è considerata la malattia, di origine genetica, più frequente in Europa.
Il termine celiachia deriva dal termine greco koiliakos “coloro che soffrono negli intestini”. Questo disturbo era conosciuto fin dall’antichità.
In seguito si scoprì che la celiachia si manifesta in seguito all’ingestione di proteine del grano, che danneggiano la mucosa intestinale. La celiachia è dunque un’intolleranza al glutine e in particolar modo ad alcune sue componenti proteiche chiamate gliadine.
I celiaci sono insofferenti all’introduzione del frumento, del farro, del kamut, dell’orzo, della spelta e del tricale. Non è ancora chiaro se quest’intolleranza riguardi anche l’avena che a tutt’oggi viene sconsigliata a chi soffre di questa patologia.
Ogni anno in Italia ci sono circa 5000 nuove diagnosi di celiachia con un incremento del 10% annuo. Per non avere problemi è sufficiente escludere dalla dieta il pane, la pizza, la pasta, i biscotti, ed eliminare le più piccole parti di farina dai cibi. Tra le ipotesi che sono state formulate circa l’aumento dell’incidenza della celiachia sono stati chiamati in causa l’impiego di antiparassitari, l’aggiunta di conservanti ai cibi e la minore pratica dell’allattamento al seno.
Non sempre la celiachia si manifesta palesemente.
La forma tipica ha come sintomi diarrea e arresto di crescita, quella atipica si presenta prevalentemente con anemia, quella silente non presenta sintomi eclatanti ma si scopre con esami specifici.
La celiachia insorge principalmente dopo pochi mesi di vita quando nella dieta si inserisce il glutine con diversi sintomi: diarrea, vomito, arresto di crescita e perdita di peso. Quando compare dopo il terzo anno di età i sintomi cambiano e si assiste a dolori addominali, anemia, blocco della statura e ritardo nello sviluppo puberale.
Negli adulti, invece, la celiachia può essere scatenata da un’infezione intestinale o da un forte stress. I sintomi possono essere la diarrea, i crampi, la debolezza o formicolii. Un campanello d’allarme è rappresentato da una anemia che non migliora nonostante l’integrazione di ferro.
Secondo recenti dati divulgati dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità) in 3182 nuovi casi il 39% dei sintomi era rappresentato dall’anemia. La celiachia e l’anemia hanno un sintomo in comune: l’estrema stanchezza. Rispettare una dieta priva di glutine, non è una tragedia, ma crea una serie di problemi psicologici con cui anche le famiglie devono fare i conti. Esistono farmacie specializzate che offrono una varietà molteplice di prodotti che vanno dalla pasta al cioccolato ai crackers al gelato.