Uno studio condotto dalla Temple University di Philadelphia ha dimostrato come chi è solito consumare carne e pesce in abbondanza sarebbe più esposto al rischio di ammalarsi di patologie cardiovascolari, infarti ed ictus, rispetto a chi segue una dieta vegetariano. Incriminata sarebbe la metionina, un aminoacido, presente nelle carni rosse e nel pesce, responsabile, inoltre, dell’insorgenza dell’ Alzheimer.
Sono state sottoposte, infatti, a test, cavie di laboratorio alle quali era stato somministrato cibo a base di carne, riscontrando un aumento del 40% di placche amiloidi, riconducibili allo sviluppo di questa malattia.

Sin dal passato erano soliti astenersi dal consumo di carne per depurare il pensiero: nell’antica Grecia la carne era considerata un ostacolo alla purezza del pensiero; i buddisti si astenevano dal consumo di carne, vivendo questa pratica come rispetto per la vita, in quanto uccidere un animale per cibarsi della sua carne era considerato atto impuro; per gli indiani l’introduzione della carne nel corpo equivale a fare scorta di energie negative, gli ebrei, pur consumando carne ne eliminano tutto il sangue, in quanto, considerato l’elemento impuro.
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Tutto ciò trova conferma, tra l’altro, in recenti studi scientifici che ritengono che proprio nel sangue si concentrino tutte le scorie prodotte dall’animale in seguito alla sua uccisione.
L’alimentazione vegetariana riuscirebbe a innalzare e nobilitare lo spirito oltre anche a purificare il corpo. La scienza ha dimostrato come in chi non mangia carne ci sia una minore incidenza di tumori e malattie neurodegenerative.