Cannabis ad uso terapeutico: via libera in Italia

La Regione Puglia ha adottato la normativa che disciplina “le modalità di erogazione dei farmaci e dei preparati galenici magistrali a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche”. Questa sostanza quindi potrà essere utilizzata come cura palliativa del dolore o di forme di disabilità fisica e mentale.
Il nome scientifico di questa pianta è cannabis sativa di cui esistono due specie: la cannabis “sativa-sativa”, tipica dei Paesi Settentrionali, e la “cannabis sativa indica” originaria dei paesi caldi.

Proprio quest’ultima specie, dalle cui foglie e fiori si ricava la marijuana, viene utilizzata in campo medico. Tra i 100 principi attivi di cui è composta il più importante è il Thc al quale sono riconosciuti in campo medico proprietà curative; in particolare proprietà antinfiammatorie, anticonvulsive che agiscono direttamente sul cervello riducendo il dolore.

Recenti studi, pubblicati sulla rivista scientifica “Nature”, hanno dimostrato come la cannabis agisca da miorilassante ed antispastico della muscolatura, utile nel contrastare il mal di testa, per lenire i dolori mestruali; nel glaucoma, che rappresenta una seria patologia dell’occhio, riesce a diminuire la pressione interna di quest’organo. Fino ad oggi in Italia l’uso di questa sostanza era vietato ad eccezione di qualche prodotto omeopatico contenente questo principio attivo.

Diversa la situazione all’estero. In Israele, in Germania, nei Paesi Bassi già da tempo sono in commercio due cannaboidi, il Dronabidol e il Nebilone, somministrati principalmente per contrastare gli effetti indesiderati della chemioterapia e nei malati di Aids.

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