Sulla rivista scientifica “Current Biology” è stata riportata la notizia che i cani non sarebbero capaci di prestare attenzione al significato delle parole, intese come comando, ma al contrario elaborano le informazioni in una parte diversa del cervello rispetto a quella utilizzata per gli spunti emotivi dei discorsi. Esisterebbero delle prove circa il fatto che i cani saprebbero distinguere tra discorsi fatti con parole significative, da suoni che contengono solo inflessioni. Si è arrivati a questa conclusione dopo che una studentessa, Victoria Ratcliff dell’Università del Sussex, ha effettuato un esperimento semplice ma molto intelligente.
Ha posizionato su entrambi i lati della testa di 250 cani un altoparlante poi ha dato il comando di “venire”. A fasi alterne ha poi, in alcuni casi tolto le inflessioni di chi parlava, in altri le ha mantenute togliendo le parole e sostituendole con parole senza senso. Ad ogni comando è stato registrato il modo in cui i cani giravano la testa e si è arrivati ad una conclusione: quando i cani sentivano parole con significato emotivo giravano la testa per l’80% a destra, quando i comandi li coinvolgevano poco, la giravano a sinistra.
Tutto ciò ha dimostrato che i cani sono capaci di fare una distinzione tra suoni significativi e non. Inoltre si è anche dimostrato che il cervello dei cani divide il discorso a metà: da una parte il segnale emotivo, dall’altra il significato delle parole, poi li elabora sui lati opposti del cervello: emozioni a destra, parole a sinistra. Più o meno è ciò che succede nel cervello umano anche se, nel nostro caso, il meccanismo è più complicato essendo noi capaci di elaborare il linguaggio in diverse parti del cervello e in momenti diversi. Cosa suggeriscono allora gli esperti: “i messaggi emotivi al cane dovrebbero essere detti nell’orecchio sinistro, i comandi nel destro”.