Cristian Tomasetti ricercatore ed oncologo presso la Johns Hopkins ha rivelato come esista una forte correlazione tra numero totale di divisioni naturalmente presenti in un tessuto durante l’arco della vita e rischio di sviluppare cancro. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Science, ha voluto dimostrare che ammalarsi di cancro possa essere solo un fenomeno casuale. Sono stati analizzati i tassi di divisione cellulare di 31 tipi di tessuto ed è stato scoperto che in 22 di essi, tra cui pancreas, ossa, ovaie, cervello, l’insorgenza era stata del tutto casuale, non dettata nè da fattori ereditari nè ambientali. Gli esperti hanno tenuto a precisare però anche alla luce di queste scoperte che nessuno dovrebbe ignorare altri fattori che contribuiscono a sviluppare cancro. Come è noto a tutti il fumo comporta seri rischi per i polmoni.
Una sintesi di un’intervista rilasciata dal Dott. Tomasetti al NewsHour:
D: cosa c’è di nuovo in questa scoperta?
R: Sappiamo che il cancro è dovuto a tre fattori principali: l’ambiente: il fumo, fattori ambientali; fattori geneticamente ereditati; il solo puro caso. E la possibilità pura è dovuto alle nostre cellule e dei nostri tessuti che dividono. Alcuni tessuti si dividono molto frequentemente. Ogni volta che si ha una divisione, c’è una piccola possibilità che si verifichi una mutazione nel nostro DNA. E se succede nel gene sbagliato, ciò può portarci al cancro. Quindi cosa ha fatto questo studio – abbiamo analizzato qual è il ruolo della cattiva sorte tra tutti i componenti. Esso è responsabile di quello che si stima essere i due terzi della variazione del rischio di cancro tra i tessuti negli esseri umani.
D: Cambiare le abitudini di vita allora non è così importante?
R: No, no – è assolutamente importante. Permettetemi di fare un esempio: diciamo che i miei genitori hanno fumato per tutta la vita e non hanno mai avuto il cancro ai polmoni. Si potrebbe suggerire dire a me, loro figlio, che posso anche fumare, perché ho ereditato geni buoni dai miei genitori. Al contrario, ciò che questo studio sta dicendo è che questo è sbagliato e che i miei genitori sono stati solo particolarmente fortunati e hanno rischiato e che sarebbe irresponsabile da parte mia giocare lo stesso tipo di gioco. Lo studio sottolinea l’importanza di fare ciò che possiamo per ridurre quei fattori che aumentano il rischio. Inoltre, un altro elemento da tenere a mente è che quando diciamo “due terzi” – è una stima perchè parliamo di molti tipi di tessuto. Quindi non vi è, ovviamente, una variazione importante tra tessuti. Per alcuni tessuti, come il cancro ai polmoni, è molto ben noto che il fumo ha un enorme rischio di sviluppare questo tipo di cancro.
D: Perchè lo studio ha escluso il cancro al seno e alla prostata?
R: Abbiamo studiato 31 tipi di tessuto. E quello che hai chiesto è molto importante perché il cancro al seno e alla prostata sono due importanti tumori con una elevata incidenza. Il motivo per cui abbiamo dovuto lasciare fuori è che non abbiamo stime abbastanza affidabili per quante divisioni cellulari si verificano in quei tessuti, in una vita. Per spiegare semplicemente l’idea di base : tessuti come colon sottoposti divisioni che, per esempio, si rinnovano ogni cinque giorni o al massimo una settimana in modo molto lineari nel tempo. In tessuti come seno, il rinnovamento, la divisione cellulare, è altamente dipendente nostri livelli ormonali e l’età, quindi non siamo stati in grado di trovare dati che ci facciano sentire sicuri.
D: Quali sono i tessuti più colpiti dalal sfortuna?
R: sono tessuti come il colon o la pelle, dove è evidente nella nostra analisi che l’impatto ambientale è enorme, come lo sono i fattori ereditati. E poi ci sono i tessuti che non sembrano avere una grande componente di questi fattori – dove sembra che, almeno per la nostra popolazione, si tratta di sola sfortuna. Alcuni di questi tessuti, solo per citarne alcuni nomi, sono l’intestino tenue o alcuni dei tumori cerebrali insieme al cancro alle ossa.