Il forum internazionale dell’Osservatorio sull’Infanzia, l’adolescenza e la famiglia tenutosi a Napoli ha lanciato un allarme: “I tatuaggi troppo estesi possono rendere più difficile la diagnosi di cancro alla pelle”.
Data l’estrema aggressività del melanoma si può ben capire quanta importanza rivesta l’attività di prevenzione.
Sempre più persone sembrano prediligere i tatuaggi di grandi dimensioni, ricchi di colori che ricoprono vaste aree del corpo e che rendono quindi difficile individuare i nei a rischio.
«Per poter intervenire efficacemente, è fondamentale scoprire il tumore della pelle in fasi molto precoci» spiega Fabio Arcangeli, direttore dell’unità operativa di dermatologia dell’ospedale Bufalini di Cesena. Con i tatuaggi troppo grandi, invece si rischia di scoprirli troppo tardi, a volte a distanza anche di diversi anni».
E’ importante evitare colori come il bianco ed il giallo che attualmente sono difficilmente rimovibili con le tecnologie ad oggi note.
Da non sottovalutare anche il rischio di reazioni pericolose che potrebbero scaturire quando il soggetto tatuato deve sottoporsi a particolari esami diagnostici come TAC e risonanze magnetiche.
Recentemente, presso l’ospedale di Cesena, un’equipe medica si è rifiutata di sottoporre a TAC una ragazza, in quanto il metallo contenuto nell’inchiostro del tatuaggio avrebbe potuto procurargli gravi ustioni.
Le ultime statistiche raccolte dicono che il 30% della popolazione mondiale giovanile ha almeno un tatuaggio e questa percentuale è in continua crescita. Questo dato ci fa capire quale impatto possa avere dal punto di vista sociale questa ormai diffusissima pratica, soprattutto negli anni a venire.
Prima di tatuare parti estese del proprio corpo sarebbe bene considerare tutti gli effetti collaterali possibili.