Caffè benefici, scudo contro la cirrosi epatica

Ricercatori della Duke-NUS Graduate Medical School, hanno condotto uno studio sul caffè in relazione alle sue proprietà protettive nei confronti del fegato, in particolare nella prevenzione della cirrosi epatica.

Un gran numero di volontari cinesi, ritenuti a rischio di sviluppare questa patologia, sono stati invitati a rispondere a delle domande riguardo le loro abitudini alimentari, comportamentali e circa il loro stato di salute. La ricerca è durata circa 15 anni, durante i quali, il 24% dei soggetti sono morti a causa della cirrosi epatica ad una età media di circa 67 anni.

La causa è stata individuata nella loro abitudine di consumare bevande a base di etanolo. Chi invece beveva un minimo di due tazzine al giorno di caffè aveva ridotto drasticamente le sue possibilità di ammalarsi di cirrosi, grazie alla presenza scarsa nel sangue di gamma-glutamil-transerasi che indicano una sofferenza a carico del fegato. La caffeina, inoltre, oltre a ridurre il contenuto di grasso nel fegato, stimolerebbe la b-ossidazione delle cellule epatiche attraverso un fenomeno di autofagia-lisosomiale.

Questa ricerca contrasta con la convinzione comune che il consumo di caffè e di tè provochi danni alla salute. Alcuni studiosi avevano infatti sostenuto come bere quattro o più tazze al giorno di caffè o di tè potesse essere associato al rischio di morte precoce e che sarebbero bastate due tazze al giorno per provocare incontinenza urinaria negli uomini. Alla luce delle nuove scoperte, la speranza dei ricercatori, oggi, è di mettere a punto dei farmaci, simili alla caffeina, che possano esplicare un’azione terapeutica sul fegato, senza provocare nessun effetto collaterale.

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