Bambini e bambine: differenze psicologiche

La differenza reale che c’è tra maschi e femmine, riguarda i due emisferi cerebrali. In entrambi i sessi, la metà sinistra è preposta al linguaggio e alle funzioni logiche, la metà destra nelle funzioni affettive, emotive e percettive.

Questi due emisferi sono collegati tra loro da un ponte di fibre nervose, che consente di scambiarsi informazioni. Nelle donne questa struttura è molto più voluminosa per cui le donne hanno la tendenza a mutare più facilmente i propri punti di vista, e interagiscono meglio con l’ambiente.

Fino all’età di un anno è impossibile vedere differenze, per esempio nel pianto, nel ridere, nei gesti. Sia i maschi che le femmine giocano con qualsiasi giocattolo. Sono quasi sempre gli adulti che incoraggiano quei comportamenti che ritengono più adeguati.

Già verso i 5 o 6 anni i bambini assumono gli stereotipi di genere imposti loro dall’ambiente prima sociale e poi familiare. Per esempio già all’età di 12- 13 anni le diversità sono piuttosto nette. I genitori accettano più facilmente che la propria figlia partecipi a giochi maschili, e non che un maschio lo faccia con giochi femminili.Bambini e bambine: differenze psicologiche

Si può provare a capire quale sia il sesso più difficile da educare. I maschi sembrano ascoltare meno delle femmine, sembra, infatti, che il loro udito non sia sviluppato come quello femminile, questa differenza già presente alla nascita cresce con il tempo.

L’udito femminile è più sensibile alla frequenza legata alla comprensione del linguaggio parlato e i centri verbali nel loro cervello si sviluppano più velocemente. Questo significa che una femmina reagirà meglio alle strategie di disciplina come l’avvertimento o l’apprezzamento.

I maschi tendono ad essere più fisici. Sono meno verbali e più impulsivi, ciò è più evidente già dagli anni dell’asilo. Fin dalla nascita le femmine sono più interessate ai colori e ai materiali, per esempio la faccia delle persone. I maschi sono più attratti dal movimento.

Queste differenze sono evidenti nei disegni: le femmine usano un arcobaleno di
colori, i maschi il blu, l’argento, il nero. In sostanza le femmine sono più orientate alle persone, i maschi all’azione. Per questo motivo le femmine sono più brave a leggere i segnali non verbali come le espressioni e il tono della voce.

I maschi, imparano a parlare più tardi, e fanno più fatica a collegare i sentimenti con le parole. Sviluppare una buona immagine di sè è difficile sia per i maschi che per le femmine, queste ultime essendo più orientate verso le persone, tendono a crescere meno sicure di sè.

L’aspetto fisico, quindi, rimane una questione prettamente femminile. Nonostante le indubbie predisposizioni genetiche, l’uso comune di stereotipi di genere porta ad una percezione rigida di ciò che intendiamo per maschile e femminile.

La capacità di trascendere dagli istinti è una prerogativa degli esseri umani, quindi è indispensabile educare, fin da piccoli, i nostri figli a combattere i pregiudizi per evitare che si trasformino con il tempo in disparità sociali. Una femmina e un maschio che ridono si somigliano molto, tanto da poterli
anche confondere.

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