Autofagia: mangiare se stessi per depurarsi

Quando si decide che è arrivato il momento di pulire il nostro corpo dall’interno non c’è niente di sbagliato nel cominciare a nutrirsi in modo sano consumando per esempio centrifugati di verdura, frutta, bere di più, muoversi con maggiore frequenza.

Esiste però un modo, a dir la verità poco conosciuto, di rigenerarsi: praticare un po’ di autocannibalismo. Molti si scandalizzeranno ma in effetti si può addestrare con un po’ di pazienza e volontà il nostro corpo a mangiare se stesso. Si tratta di un processo naturale che prende il nome di autofagia. Le nostre cellule tutti i giorni rilasciano parti malate, morte, che poi vengono utilizzate per creare nuove cellule e rigenerarsi.

Secondo un famoso oncologo dell’Università di Pittsburgh: “L’autofagia ci rende macchine più efficienti per sbarazzarsi di parti difettose, per fermare le crescite cancerose, per eliminare disfunzioni metaboliche come l’obesità e il diabete.” E’ stato anche dimostrato come l’autofagia sia capace di ridurre le infiammazioni e aumentare l’immunità.

In parole povere l’autofagia è la chiave per rallentare il processo naturale di invecchiamento.
Allora la domanda che molti si stanno ponendo è questa: ma come faccio a mangiarmi da solo? Esistono dei metodi per farlo:

L’ESERCIZIO FISICO: quando pratichiamo esercizio fisico, ci stanchiamo, sudiamo, proviamo dolore sintomo che nei nostri muscoli si sono verificati degli strappi microscopici che il nostro corpo si precipita a guarire con il risultato poi di renderci molto più forti e resistenti. L’esercizio fisico è il modo più semplice e immediato per aiutare il nostro corpo ad aumentare l’autofagia.
Ma come determinare per ognuno di noi la quantità giusta di esercizio fisico? Ognuno dovrebbe ascoltare il proprio corpo e capire fino a che punto può reggere, senza mai forzare la mano ma anche senza farsi sconti.

L’ALIMENTAZIONE: mangiare è un comportamento che in realtà rema contro l’autofagia; saltare qualche pasto, anche se al momento rappresenta senz’altro una fonte di stress, alla lunga porta grandi benefici.
Tutte le ricerche dimostrano che saltare di tanto in tanto un pasto riduce il rischio di ammalarsi di diabete e malattie cardiache.

Il digiuno favorsce l’autofagia del cervello suggerendo che potrebbe essere un modo per ridurre il rischio di Alzhiemer e Parkinson. Digiunare di tanto in tanto rende il cervello capace a imparare più in fretta.
Ridurre l’assunzione di carboidarti aiuta ad aumentare l’autofagia; quando si diminuiscono queste sostanze il corpo va in chetosi ed è costretto a utilizzare i grassi come fonte di energia. La chetosi può aiutare le persone a perdere peso, pur mantenendo integri i muscoli.

Ricordate però che non bisogna mai esagerare nei comportamenti e che non è necessario rimanere in chetosi per tanto tempo nè ammazzarsi di esercizi. Poche ore alle settimana di una di queste attività saranno sufficienti a produrre ottimi risultati.