Continuano ad aumentare i disturbi alimentari soprattutto tra le donne. L’allarme lo lancia la Sisdca, società italiane studio disturbi alimentari, che sottolinea come sia preoccupante l’incremento di disturbi come anoressia e bulimia.
In Italia la percentuale è arrivata al 5-6%: sono donne che soffrono costantemente di questi disturbi. Ma ci sono anche donne che soffrono di disturbi in maniera parziale, non per questo meno penalizzanti. In questo caso la percentuale arriva al 10%.
Si tratta di disturbi che spesso sono strettamente correlati alla società dell’immagine, dove lo scopo principale di molti è assimilarsi a certi modelli proposti dai media che vengono reputati gli unici validi.

Nazario Melchionda, presidente della Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare (Sisdca) e professore associato di Endocrinologia all’Università di Bologna Alma Mater Studiorum: “La restrizione alimentare a cui ci si sottopone per essere così filiformi genera uno scompenso ormonale che crea una situazione simile a quella della dipendenza dagli stupefacenti: quasi nessuna anoressica rimane tale per tutta la vita, in maggioranza diventano tutte bulimiche. Le vie neurali del sistema di ricompensa nel nostro cervello, infatti, sono uguali per il cibo e per la droga. E quando ci priviamo, ad esempio, dello zucchero, il cervello vai in ’tilt’, così le malate perdono il controllo della situazione”.
L’anoressia si manifesta inizialmente con un’attenuazione dello stimolo ad alimentarsi, poi seguono l’anoressia vera e propria (mancanza di appetito), il rapido dimagramento e, nelle donne, l’assenza delle mestruazioni.
La bulimia si manifesta con ripetuti accessi di fame che costringono il soggetto a ingurgitare frettolosamente grandi quantità di cibo (la classica abbuffata, soprattutto di cibi dolci e di una consistenza tale che permetta una facile assunzione).