La scala Orac misura la capacità dei cibi di assorbire l’ossigeno dei radicali liberi e di difendere l’organismo attraverso la loro assunzione. La scala Orac prende in considerazione 100 gr di prodotto calcolando la loro quantità di antiossidanti.
Gli alimenti più ricchi di queste sostanze al momento sono risultati essere le prugne secche con 5770 unità Orac, il succo di uva nera, 5216 unità, i mirtilli, 2400 unità, l’aglio, 1939 unità, i cavoli, 1770 unità, gli spinaci 1260 unità. Assumere, come raccomandato da tutti i nutrizionisti, cinque porzioni al giorno di frutta e verdura assicura un’entrata di 5000 unità Orac indispensabili per combattere l’azione negativa dei radicali liberi.
Nel dettaglio, l’aglio, la cipolla e i porri, tutti appartenenti alla famiglia delle Alliaceae, contengono delle sostanze chimiche solforate, capaci di contrastare tutte le patologie legate allo stomaco oltre che dei reni, del colon e delle prostata. Utilizzare questi alimenti insieme a pomodoro e olio d’oliva, come suggerisce la dieta mediterranea, protegge il nostro organismo dall’insorgenza di molte patologie. Non a caso il Sud Europa, dove si è soliti consumare questi alimenti, registra una minore diffusione di patologie tumorali rispetto ad altri paesi.
I cavoli ma anche i broccoli se consumati almeno cinque volte a settimana contrastano l’insorgenza di neoplasie alla vescica al seno ed ai polmoni, grazie al loro alto contenuto di sulforano.
Il segreto è consumare questi vegetali, crudi sotto forma di centrifugati o, in alternativa, cuocerli a vapore o stufate in quanto le temperature molto elevate annullano gli effetti delle sostanze benefiche in essi contenute.
In particolare il cavolo rosso, consumato crudo, per esempio in un’insalata, mantiene intatte tutte le sue proprietà. L’uva nera, i mirtilli, le more, i frutti di bosco, in definitiva tutta la frutta che possiede il caratteristico colore blu-viola sono ricchi di acido ellagico e di antocianidine, indispensabili per annullare gli effetti degli agenti cancerogeni. Possono essere consumati freschi ma, fuori stagione, andranno bene anche quelli surgelati.