L’intestino è un secondo cervello

Quante volte ci siamo resi conto che le nostre decisioni migliori sono state quelle prese ” con la pancia”. I ricercatori hanno avuto adesso la conferma che i migliori consigli arrivano dal nostro istinto. L’intestino, da sempre, è stato considerato il secondo cervello; oggi, a seguito anche di uno studio del New York Presbyterian Hospital della Columbia University Medical Center, sappiamo che le nostre viscere contengono oltre 100 milioni di neurotrasmettitori che fanno molto di più che digerire il cibo che mangiamo.

Si è scoperto così che il sistema enterico è collegato direttamente al sistema centrale più grande che si trova alla base del nostro cranio e che sostiene le informazioni attraverso l’ipotalamo e l’ipofisi. Lo scambio di informazioni continuo che avviene tra questi due sistemi determina il nostro stato mentale così come gioca un ruolo fondamentale quando si tratta di malattie.

Il secondo cervello, ossia l’intestino, gioca un ruolo fondamentale che non si basa certamente sul formulare un pensiero quanto nel farci provare delle emozioni e viene sollecitato dai nervi. Le famose farfalle nello stomaco ne sono la prova più evidente. Il nostro benessere emotivo dunque ha una relazione diretta con la nostra fisiologia. Va a finire quindi che quando siamo particolarmente stressati, ansiosi, nervosi, si verifica uno scambio intenso di informazioni tra la nostra mente e le nostre viscere il che spesso si traduce in una maggiore probabilità di sviluppare diabete, obesità o di accumulare quel fastidioso e odioso grasso sulla pancia che poi non vuole più andare via.

I microbi intestinali comunicano direttamente con il sistema nervoso, influenzando il nostro umore.
La verità è che siamo più microbi che umani e questi microbi hanno la capacità di secernere sostanze chimiche simili a quelle utilizzate dai nostri neuroni per regolare il livello di dopamina, serotonina, acido gamma-aminobutirrico. La conclusione è che siamo ciò che mangiamo e che per stare bene dovremmo partire dal nostro intestino e imparare ad ascoltarlo.