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1: MILAN. Buona la prima per i rossoneri, anzi ottima. Il Lecce non sarà uno squadrone però il gruppo c'è e deve aggiungersi l'ormai “mitologico” “Ibracadabra”. Se Allegri riuscirà a non sbilanciare troppo l'assetto lo scudetto sembra proprio a portata di mano. Anno del Diavolo.
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La Serie A sta per ripartire. Manca poco alla riapertura dei giochi e quella che sta per cominciare ha tutta l'aria di un anno “zero”. Il Mondiale sudafricano ha segnato profondamente il calcio italiano, Lippi ha lasciato il posto al “giovane” Prandelli e le televisioni la faranno ancor più da padrone. Ci saranno partite quasi ogni giorno, a tutte le ore e per tutti i gusti a scapito ovviamente di chi il calcio lo intende ancora come uno sport-divertimento che si sublima nella raffica di notizie, gol e collegamenti simultanei la domenica pomeriggio.
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10: SPAGNA. Prima volta sul tetto del mondo per le Furie Rosse ed è una coppa meritata. Tutti contribuiscono all'apoteosi: da Casillas “pararigori” a Villa “pichichi” del mondiale, dal “muro” Puyol alle straordinarie geometrie della coppia Xavi-Iniesta, il tutto sotto l'abile regia della “vecchia volpe” Del Bosque. Se quattro anni fa il cielo era azzurro su Berlino ora il cielo del Sudafrica è tinto di rosso fuoco.
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Fallimento totale per l'Italia ai Mondiali, su tutti i fronti. Ha fallito miseramente Lippi con i suoi azzurri finendo ultimo nel girone eliminatorio addirittura dietro la Nuova Zelanda, ha fallito Capello fermato agli ottavi dall'arbitro e dalla Germania, e ha fallito anche Rosetti, che paga a caro prezzo l'errore in Messico-Argentina e viene escluso dalla lista dei quattro arbitri che proseguiranno il Mondiale.
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Super Italia, qualificata agli ottavi! E' così che avremmo voluto titolare, è così che eravamo convinti che sarebbe andata a finire. Nonostante le amichevoli prima del Mondiale avessero mostrato una squadra impacciata e con poca fantasia. Nonostante con le modeste Paraguay e Nuova Zelanda fossimo sempre andati in svantaggio e avessimo trovato il gol solo su rigore e calcio d'angolo.
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1) Ti consiglio di leggere quotidianamente la Gazzetta dello Sport. In questo caso sarai sempre aggiornata su quello che sta succedendo al Campionato del Mondo e avrai degli argomenti di discussione con i quali dialogare con me. Se non lo farai, sono c***i tuoi e non ti lamentare se non avremo nulla da dirci.
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Il modo in cui Iaquinta si gira improvvisamente verso Marchisio durante l'inno Nazionale quando viene pronunciata la parola sospetta, vale per un attento osservatore più di mille elucubrazioni mentali e ipotesi. Durante l'inno nazionale di sabato sera nel prepartita contro la Svizzera, qualcosa di strano è accaduto.
Marchisio smentisce ("ero solo fuori tempo"), i compagni avvalorano la tesi ("ha solo prouniciato due volte la parola Roma, ha perso il ritmo"), Lippi lo difende a spada tratta ("nessuna sanzione, è un bravissimo ragazzo"). Ma il video è lì a disposizione di tutti e ognuno può farsi una propria idea.
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10: INTER. Merita il “10” per la stagione fin qui disputata coronata da due “tituli” e chissà che non arrivi anche il terzo. Non è mai facile confermarsi ai vertici ma la società, i giocatori e il tecnico hanno detto ancora una volta che i migliori d'Italia sono sempre i nerazzurri. Rullo compressore.
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1: MILITO. Quando un centravanti puro come lui, che dovrebbe essere soprattutto muscoli, sfodera colpi “alla Pelè” vuol dire che si è dinanzi ad un campionissimo. Fino quasi a trent'anni è stato ai margini del calcio che conta e ora si sta riprendendo tutto con gli interessi. Quella di ieri è una palombella tricolore.
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1: Samuel-Motta. Segnano gol pesanti come macigni e probabilmente regalano un altro scudetto all'Inter. Determinanti.
2: Cassano. Quando decide di giocare a calcio non c'è difensore che tenga. E pensare che Pepe è in Nazionale...
3: Ronaldinho. Gioca, inventa e segna il rigore che decide il match con la Fiorentina. E' tornato geniale. -
1: PAZZINI. Il “Pazzo” colpisce ancora. Dopo aver fatto secco il Milan si ripete alla grande all'Olimpico di Roma e sono due reti pesantissime per la Samp e per le sorti dello scudetto 2010. E' cresciuto tantissimo dai tempi balbettanti di Firenze e potrebbe essere la sorpresa di Lippi al Mondiale. Killer.
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1: RANIERI. Il derby è l'ennesimo miracolo del “gentleman” Claudio che dimostra ancora una volta di essere uno psicologo di alto livello nonché stratega finissimo. La mossa dell'esclusione dei due pupilli Totti e De Rossi è stato un messaggio fortissimo a tutti. A Roma comanda lui e, finchè otterrà risultati, lunga vita al mister di Testaccio. Condottiero giallorosso.
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Zaccheroni contesta il rosso a Sissoko, ma il tentativo del buon allenatore di Cesenatico non riesce a far presa. Certo si può discutere sul primo giallo di Damato, forse troppo severo. Ma in quell'occasione è stato ammonito anche Thiago Motta. La domanda è: perchè il giocatore dell'Inter ha capito che doveva limitarsi negli interventi da quel momento in poi e l'esuberante maliano no?
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1: ROMA. L'operazione “sorpasso” è riuscita. La Roma conquista la vetta della classifica dopo il dominio assoluto dell'Inter ed è una bella soddisfazione per Ranieri e per lo “zoccolo” italiano della squadra con l'asse De Rossi-Totti-Toni. Apoteosi giallorossa.
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1: UDINESE. Nella partita più delicata dell'anno i friulani dimostrano grande compattezza e danno il meglio annichilendo la Juve. Il baratro della B si allontana e con un Di Natale così tutto può avverarsi. Super prestazione.
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1: FELIPE MELO. Dopo aspre critiche e prestazioni scadenti, si riscatta segnando un importantissimo gol di testa e si fa apprezzare per le scuse rivolte ai tifosi. Inizia una nuova vita bianconera?
2: MICCOLI. Magico, maradoniano, giocatore sublime. La tripletta di sabato lo consacra come una delle seconde punte più forti della Serie A e chissà che Lippi non ci stia facendo già un pensierino. In Sudafrica non stonerebbe affatto.
3: TONI. La “Fabbrica dei gol” è tornata. C'è voluto un po' per rimetterlo in sesto ma ora è una garanzia come attesta il suo score romanista. Se in forma, è ancora un “top player” e comincia a giustificare la sua più che probabile maglia da titolare al Mondiale. Luca facci sognare quest'estate!
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1: CASSANO. Sarà anche il “Pierino” della Serie A ma quando si tratta di giocare a calcio non ha eguali. La rete segnata alla Juve è un mix di classe e coraggio che proietta la Samp al quarto posto in coabitazione col Palermo e rifiorisce l'amore con Delneri. Fuoriclasse assoluto.
2: LAZIO. Finalmente una vittoria. Finalmente una prestazione più che convincente per scongiurare lo spauracchio della retrocessione. Reja ha a disposizione dell'ottimo materiale e siamo sicuri che gli “aquilotti” riprenderanno a volare alto. Araba Fenice.
3: MASIELLO. Voci di corridoio lo danno alla Roma per la prossima stagione e se così fosse i giallorossi avrebbero fatto un affarone. Difensore moderno, fisico e veloce, nonché con piedi ottimi, sa fare anche gol bellissimi come quello al Parma. Rivelazione.
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1: SEEDORF. Tiene il suo Milan a -1 dall'Inter con un gol pazzesco degno della sua immensa classe. Solo con i campioni assoluti si può sognare e i rossoneri possono farlo grazie alla “pantera del Suriname”. Giocatore universale.
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1: MICCOLI. Ancora un gol del “Romario del Salento” e il Palermo è solo al quarto posto. Non era facile superare il Livorno ma quando si ha in squadra un calciatore del suo calibro diventa tutto molto più facile. Condottiero.
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1: DI NATALE. Chissà dove sarebbe l'Udinese senza Totò. Con la tripletta di ieri raggiunge quota 16 nella classifica cannonieri e regala una domenica di tranquillità ai propri tifosi. Trottolino insostituibile.
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