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Milito non sbaglia mai


E' il campionato probabilmente più povero degli ultimi 10 anni, ma non si può negare un certo equilibrio. Dopo 16 giornate il mucchione di alta-metà classifica vede 9 squadre oscillare tra quota 23 e quota 25, col Parma staccato a 28 e Juventus e Milan che sembrano voler spalleggiare la timida fuga interista. Turno particolare, con 25 reti complessive.

Milito non sbaglia mai
A destare stupore è il fatto che 10 di queste sono arrivate nei due anticipi del sabato, abbastanza deludenti dal punto di vista realizzativo nella prima parte di stagione ma decisamente prolifici da qualche giornata a questa parte. Prosegue il periodo prodigo di cartellini: più di 40 gialli e 5 rossi, con l'arbitro di Lazio-Genoa che ha dovuto scrivere ben 9 nomi nella lista dei cattivi. Sono 3 i rigori di giornata, due sbagliati: male Amoruso e Diego, bene Barreto – che durante l'anno aveva faticato non poco dagli 11 metri. Nessuna doppietta, con l'attaccante parmense che fallendo il penalty si è tolto la gioia di essere l'unico marcatore multiplo di giornata.

Parlando di Milan e Juventus che facilitano la corsa interista non si possono non citare i meriti di Palermo e Bari: e se il ko dei bianconeri poteva anche essere nell'aria dopo il pesante rovescio di Champions, fa particolarmente rumore lo scivolone rossonero, firmato Miccoli – che conferma la sua eccezionale tradizione contro il Diavolo – e Bresciano.

Applauso doveroso per Delio Rossi, che sembra aver preso subito in mano una squadra che con Zenga quasi mai aveva trovato la quadratura del cerchio. I biancorossi di Ventura non fanno più notizia: compatti, bravissimi nelle ripartenze sulle corsie, guidati dalla coppia Donati-Almiron che è un vero e proprio lusso per un campionato dal livello non eccelso come questa Serie A.

All'Inter basta quindi un pari contro l'Atalanta per allungare: al gol di Milito – straordinario per esecuzione all'interno dei 16 metri – risponde il solito Tiribocchi. Cade la Fiorentina, ancora ubriaca dopo il successo di Anfield: ha la meglio l'organizzato Chievo di Mimmo Di Carlo, che non trova più le reti di Pellissier ma sa sfruttare i tempi di inserimento di Pinzi.

Prosegue la marcia del Parma, che vola a -2 dal terzo posto. Successo che arriva di rimonta, con le firme di Panucci ed Amoruso: caduta dolorosissima per il Bologna, raggiunto dalla Lazio e insidiato dal Livorno, corsaro al Massimino.

Le reti di Kolarov e Danilevicius regalano i tre punti a biancocelesti e amaranto contro Genoa e Catania, dove l'arrivo di Mihajlovic va ancora digerito. I rossazzurri occupano ora l'ultimo gradino in classifica, staccati anche dal Siena rigenerato dalla cura Malesani. Di Maccarone e Ghezzal i gol che piegano un'Udinese sempre più risucchiata nel vortice di chi lotta per non retrocedere.

Sampdoria e Roma si dividono la posta in palio con un pareggio alquanto scialbo, mentre un capitolo a parte lo merita Cagliari-Napoli. Rovesciamenti continui di punteggio, proteste e reazioni inconsulte – Lavezzi passa dalla gemma del gol al fattaccio che vale il rosso – caratterizzano un anticipo comunque spettacolare: non sembra volersi fermare l'uragano Matri, al settimo timbro consecutivo. Riemerge invece Jeda, a secco da troppo tempo. Per i partenopei la gioia finale è griffata Bogliacino, giocatore che forse meriterebbe più spazio nello scacchiere di Mazzarri.

fantacalcio.it
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