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Assistenza domiciliare per l'emofilia


Aiutare i malati di emofilia a essere curati anche a domicilio. Perchè spesso malattie rare come questa vengono dimenticate, e invece fin dai primi mesi di vita chi contrae queste patologie ha bisogno di assistenza e supporto. L'emofilia è una malattia di tipo genetico molto rara, che necessita di una terapia endovenosa. Per alcuni è sufficiente una terapia da attuare nel momento del bisogno, altri pazienti devono essere assistiti periodicamente. Per questi ultimi allora è importante che il medico insegni loro come praticare la somministrazone per vena. Ma non è così semplice. Non tutti hanno dimestichezza con questo tipo di pratiche, e spesso il paziente stesso ha qualche remora nel praticare su se stesso un'attività comunque invasiva. Ecco perchè durante il convegno "Home clinical Assistace" a Roma si è parlato di queste problematiche in un incontro sull'assistenza domiciliare. L'Associazione Dossetti si è fatta inoltre promotrice in Parlamento di 5 progetti di legge in favore della ricerca e la cura delle malattie rare. Pare che il presidente del consiglio Romano Prodi abbia dato la personale garanzia dell'attuazione di questi progetti. In Italia pare siano al momento 2 milioni i malati di patologie rare o non ancora riconosciute dal sistema sanitario locale.


Assistenza domiciliare per l'emofilia

L'emofilia è una malattia ereditaria recessiva umana comportante una grave insufficienza nella coagulazione del sangue dovuta alla mancanza, totale o parziale, del "fattore VIII" (emofilia A), o del "fattore IX" (emofilia B o malattia di Christmas), proteine presenti nel plasma. Più rara è l'emofilia C, data dalla mancanza totale o parziale del "fattore XI". La trasmissione dell'emofilia è spiegabile ammettendo che il gene per il fattore VIII , IX ed XI si trovi sul cromosoma X (v. Determinazione cromosomica del sesso). In questo caso, infatti, per i maschi non esistono alleli dominanti o recessivi, essendo essi emizigoti, ossia possedendo un solo gene per quei caratteri. Inoltre l'unico X dei maschi è di origine materna. Una donna portatrice sana (eterozigote) dell'emofilia, quindi, avrà una probabilità 1/2 di generare un maschio ammalato mentre, se il marito è sano, le figlie femmine saranno al massimo portatrici come la madre. Nel trenta per cento dei casi circa, i cosiddetti "casi sporadici", si tratta invece di una mutazione genica cosiddetta "de novo", in quanto è una mutazione di nuova formazione che si è verificata in un gamete, in questo caso quello materno. Le manifestazioni classificano l'emofilia A B e C in tre tipi, a seconda della mancanza più o meno marcata del fattore in esame: Moderata: sanguinamento articolare o muscolare precoce, epistassi severa, gengivorragia persistente, ematuria persistente; Maggiore: sanguinamento articolare o muscolare avanzato, ematoma collo, lingua, faringe, trauma cranico senza deficit neurologici, trauma senza emorragie evidenti, dolore addominale severo, emorragia gastrointestinale; Gravissima: emorragia intracranica,trauma maggiore con emorragia, interventi chirurgici con emorragia, emorragia retroperitoneale.

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