
Gli esodati, che sono tutti quei lavoratori che, vicini alla pensione hanno scelto di lasciare il lavoro con incentivi ma, per la nuova riforma, hanno rischiato di non avere diritto alla pensione, occupano un posto importante nel Dl Milleproroghe relativamente alla materia delle pensioni.
Ma vediamo nel dettaglio quali sono le novità più rilevanti che possono essere racchiuse in due gruppi:
1) Aumenterà il costo dei tabacchi per incrementare il fondo da cui attingere per pagare le pensioni dei lavoratori esodati e precoci (ricordiamo che questi ultimi sono tutti quelli che hanno iniziato l’attività lavorativa a 16-18 anni):
2) Sarà eliminato il condono per i cartelloni abusivi dei partiti.
Dunque, al contrario di quanto prevedeva il testo precedente, per garantire le pensioni agli esodati e ai lavoratori precoci, non ci sarà un aumento dei contributi da parte dei lavoratori autonomi ma l’aumento dei tabacchi: è questa la novità più saliente.
La novità rispetto all’emendamento iniziale è che con la nuova riforma previdenziale sono meno i lavoratori esodati che trarranno beneficio da questa riforma.
Infatti, chi potrà usufruire delle norme previdenziali saranno solo tutti quei lavoratori che hanno lasciato il posto di lavoro entro il 31 dicembre 2011.
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Sono nato nel 1953: la classe degli “sfigati”.
Avrei dovuto andare in pensione nel 2010 ( quota 92 ).
Con le varie riforme ( Maroni- 2004 e Fornero- 2011) sono costretto ad andare nel 2018 ( se non fosse stata abolita: QUOTA 108 ) e tutto questo “alla faccia dell’abolizione dello SCALONE, così tanto pubblicizzata nel 2007.
Questo perché, in forza della convinzione in voga negli anni ’60, invece di andare a lavorare dopo le medie, ho preferito diplomarmi, pensando ( col senno di poi sbagliando), che avrei potuto avere una “vita migliore”.
Chiedo: è in questa prospettiva che i “professori” al governo intendono invogliare i giovani ad impegnarsi seriamente nello studio ?